A cura di Caterina Foti
Divisione di Dermatologia allergologica e professionale
Clinica dermatologica I
Università di Bari
Dermatite Allergica
da Contatto
La dermatite
allergica da contatto rappresenta una delle più
comuni affezioni dermatologiche riscontrate sia in
ambito professionale che extraprofessionale, comportando
ripercussioni economiche sul sistema sanitario nazionale
sia in termini di costi di diagnosi e terapia, sia
in termini di giornate lavorative perse. L’incidenza
della dermatosi in ambito professionale, infatti,
risulta molto elevata, rappresentando il 90% circa
di tutte le affezioni cutanee occupazionali. La patologia
in questione può avere natura irritante (dermatite
da contatto irritante - DC) o natura allergica (dermatite
allergica da contatto - DAC). La prima interessa tipicamente
le mani e può essere causata da agenti irritanti
di cui i più comuni sono i saponi, i detersivi,
i vegetali (es. aglio e cipolla) e l’acqua;
la seconda è caratterizzata da un processo
infiammatorio che si realizza per un fenomeno di sensibilizzazione
di tipo ritardato scatenato dal contatto con sostanze
allergizzanti.
Come si manifesta la dermatite
allergica da contatto?
La dermatite allergica da contatto si manifesta al
suo insorgere (fase acuta) con prurito, edema (gonfiore
cutaneo localizzato), eritema (arrossamento) e con
la comparsa di piccole vescicole la cui rottura, spontanea
o provocata da grattamento, esita in lesioni crostose.
Le manifestazioni cutanee sono inizialmente limitate
alla sede di contatto con le sostanze allergizzanti
(apteni); successivamente, soprattutto in seguito
al mancato allontanamento dell’agente responsabile,
è frequente la diffusione delle lesioni sia
in aree limitrofe che a distanza, fino ad interessare,
nei casi più gravi, la quasi totalità
della superficie cutanea. Il protrarsi dell’infiammazione,
in seguito a ripetuti contatti con l’aptene,
comporta la cronicizzazione (fase cronica) della dermatite
con comparsa di desquamazione cutanea nonchè
di fissurazioni dolorose.
Quali sono le sostanze
che possono provocare la dermatite allergica da contatto?
Gli apteni in grado di indurre una sensibilizzazione
da contatto sono in genere sostanze chimiche lipofile
a basso peso molecolare che penetrano nell’epidermide
(strato più superficiale della cute) attraverso
gli annessi (peli) o gli spazi intercellullari, specialmente
in presenza di una barriera cutanea alterata. Gli
apteni che più frequentemente inducono DAC
sono i metalli quali nichel (contenuto soprattutto
negli oggetti di bigiotteria), cromo (contenuto soprattutto
nel cemento), cobalto (contenuto soprattutto negli
oggetti di bigiotteria e cemento), farmaci per uso
topico (antibiotici, anti-istaminici, anestetici,
antinfiammatori non steroidei), agenti chimici contenuti
nella gomma, resine (contenuta soprattutto nei collanti
delle scarpe), coloranti dei tessuti, profumi, cosmetici
e sostanze chimiche presenti nelle piante.
Quale indagine è
possibile effettuare per diagnosticare una dermatite
allergica da contatto?
Nella pratica clinica il miglior metodo per la diagnosi
di dermatite allergica da contatto è effettuare
i test epicutanei (patch test) che mirano a riprodurre
le circostanze che hanno portato alla comparsa della
dermatite. Il patch test consiste nell’applicare
le sostanze sospette su una zona limitata di cute
al fine di riprodurre un eczema in miniatura. La sede
elettiva per eseguire i test epicutanei è rappresentata
dal dorso, ma anche le braccia e le cosce costituiscono
zone in cui è possibile effettuare detti test.
La cute del dorso non dovrebbe essere trattata per
una settimana prima dell’esecuzione del test
con cortisonici topici, così come non dovrebbero
essere assunti cortisonici e antistaminici orali di
vecchia generazione poichè potrebbero sopprimere
un’eventuale risposta positiva del test. Stessa
cosa vale per tutti i farmaci citostatici o immunosoppressori.
Si può guarire dalla
dermatite allergica da contatto?
Non possiamo affermare che si possa guarire dalla
dermatite allergica da contatto, poichè non
esiste alcun farmaco in commercio a tal fine idoneo.
E’ invece importante attuare un’efficace
prevenzione sia in ambito professionale che extraprofessionale,
riducendo il contatto con le sostanze allergizzanti
ed evitando di conseguenza la comparsa di recidive
della dermatite. Si comprende pertanto l’importanza
di una diagnosi precoce volta all’identificazione
dell’allergene in causa, onde evitare ogni ulteriore
contatto. Ovviamente il problema è di difficile
soluzione per apteni ubiquitari come il nichel, che
è la più frequente causa di dermatite
allergica da contatto.
Come si cura la dermatite
allergica da contatto?
E’ necessario consultare un dermatologo affinché
venga formulata una diagnosi precisa e si possano
avere indicazioni specifiche sulla terapia che è
diversa a seconda delle fasi della dermatite.