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Dermatitis
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A cura di Nicola Balato
Dermatologia allergologica e professionale
Sezione di Dermatologia clinica, allergologica e venereologica
Dipartimento di Patologia sistematica medico-chirurgica
Università Federico II di Napoli

Orticarie da agenti fisici

Il 15-25% della popolazione ha durante la vita almeno un episodio di orticaria. Essa colpisce sia l’età infantile che quella adulta e la durata delle manifestazioni cliniche, nella maggior parte dei casi, varia da pochi giorni a qualche settimana: si parla in questo caso di orticaria acuta. Quando è presente da più di 6 settimane, essa viene convenzionalmente definita cronica e può persistere anche per molti anni. Esistono forme ad etiologia nota e forme delle quali non si riesce ad identificare la causa.
Tra le numerose forme di orticaria un ruolo importante è rappresentato dalle orticarie fisiche: esse rappresentano mediamente il 13-18% di tutte le forme di orticaria. Circa la metà dei pazienti con orticaria che afferiscono al medico di base soffrono di orticaria di natura fisica, incluse anche le varianti minori, che non richiedono necessariamente cure mediche. Dalla pratica clinica specialistica, però, emerge che solo un quarto di tutti i pazienti con orticaria soffre di forme fisiche.
Esistono numerose forme di orticaria fisica:

1. Orticaria dermografica

E’ la forma più comune di orticaria fisica, con una prevalenza nella popolazione generale tra il 2 ed il 5%. E’ caratterizzata da pomfi che compaiono nelle aree sottoposte a confricazione, frizione o grattamento e, quindi, è possibile scrivere sulla pelle anche semplicemente con la pressione di un dito (il termine dermografismo significa infatti «scrivere sulla cute»). Esso può essere secondario a tutte le forme di orticaria (fenomeno di Koebner), oppure primitivo. Quest'ultimo può essere immediato (insorgenza entro 2-3 min e scomparsa in qualche ora). Il dermografismo primitivo può essere anche tardivo (insorgenza 3-8 h; durata 1-2 gg), che a differenza del precedente causa bruciore più che prurito. Il dermografismo tardivo può essere preceduto o meno dal dermografismo immediato, associarsi a un'orticaria tardiva alla pressione. La diagnosi di orticaria dermografica richiede un’accurata anamnesi personale ed è confermata da un semplice test diagnostico che si esegue strisciando la cute del dorso con un dermografometro, un oggetto smusso, simile come dimensioni ad una penna, la cui punta esprime intensità di pressione crescenti. Chiaramente tanto più è bassa l’intensità di pressione capace di indurre dermografismo, tanto più grave è l’orticaria. Si considera positiva una risposta pomfoide di circa 2 mm di diametro che compare dopo pochi minuti dall’applicazione dello stimolo stesso. La terapia si avvale di antistaminici che possono controllare brillantemente la sintomatologia pruriginosa e devono essere assunti fino alla autorisoluzione della patologia.

2. Orticaria da pressione

E’ un’affezione indotta da stimoli pressori che risulta poco frequente nella popolazione generale. La varietà più frequentemente osservata è la forma ritardata che si palesa entro 3-12 ore dall’applicazione dello stimolo, e può persistere fino a 48 ore. Lo spettro di manifestazioni cliniche relative comprende una reazione locale di tipo edematoso o francamente eritematoso cui si può talora associare una sintomatologia sistemica similinfluenzale caratterizzata da brividi, febbre, astenia, cefalea, artralgie. Per la definizione diagnostica di tale orticaria fisica ci si avvale dell'indagine anamnestica e di uno specifico test che consiste nell'applicazione di un peso di 8 kg sulla superficie estensoria di una coscia per 10-20 minuti. La comparsa entro 24 ore di una lesione dura tipo “castagna incastonata nella pelle” in corrispondenza dell’applicazione del peso è considerata reazione positiva. E’ condizione difficile da trattare: è l’unica forma di orticaria che prevede la terapia con i cortisonici sistemici.


3. Orticaria colinergica

Questa forma di orticaria costituisce il 5-10% di tutte le orticarie fisiche ed è caratterizzata da papulo-pomfi lenticolari che insorgono pochi minuti dopo un innalzamento della temperatura corporea dovuto allo sforzo fisico, ma anche per altre cause (bagno caldo, emozione, febbre), specie se associate a sudorazione. I pomfi sono pruriginosi, colpiscono volto, tronco, arti superiori, ma rispettano pieghe e acrosedi. Sono lesioni più effimere rispetto a quelle delle classiche forme di orticaria. Le lesioni durano, di solito, pochi minuti fino a meno di un’ora. La terapia si avvale di antistaminici che possono controllare brillantemente la sintomatologia pruriginosa, così da consentire il regolare svolgimento dell’attività fisica

4. Orticaria solare

Si tratta di una rara forma di orticaria fisica, comprendente l’1-4% di tutte le orticarie. Può comparire già dopo 30 secondi di esposizione solare sulle sedi fotoesposte ma anche paradossalmente su quelle coperte; risolve solo dopo essersi posti al riparo dal sole, entro 15-30 minuti; rara è la forma tardiva (18-72 h). Le orticarie solari gravi divengono angioedematose, ed è allora possibile una sindrome anafilattoide generale di varia gravità.
Per un inquadramento diagnostico sono praticati i test per orticaria solare (fototest): tali test si eseguono per identificare la/le lunghezza/e d’onda della radiazione solare responsabile/i dell’eruzione, ed iniziare una terapia mirata.

5. Orticaria da contatto freddo

Si tratta di una forma di orticaria fisica rara, ma potenzialmente molto pericolosa. Insorge principalmente negli adulti, ma anche nei bambini; talora può essere correlata con una pregressa infezione, una perfrigerazione, o una forte emozione. Ogni stimolo freddo (acqua, aria, bevande) può scatenare in 2-5 minuti un'orticaria pruriginosa della durata di circa 1 ora. La risposta di solito è localizzata, ma nei casi gravi può essere generalizzata con shock anafilattico mortale. Si riscontrano forme familiari e acquisite (queste ultime possono essere idiopatiche o secondarie).

6. Orticaria da contatto caldo

Si tratta anche questa di una forma di orticaria fisica rara. Ogni stimolo caldo (acqua, aria calda, contatto con un oggetto caldo) può scatenare in pochi minuti una forma molto pruriginosa. Essa può essere riprodotta mediante l’applicazione sull’avambraccio (superficie volare) di una provetta contente acqua calda a 50°C per circa 5-10 minuti. Si riscontrano rare forme familiari.

Infine esistono forme molto rare come le orticarie vibratoria e acquagenica. In quest’ultima forma il semplice contatto con l’acqua, indipendentemente dalla sua temperatura, è in grado di scatenare una reazione pomfoide.

Possono essere importanti alcuni criteri anamnestici da seguire per la diagnosi di probabile orticaria fisica:

1) orticaria dermografica: comparsa di pomfi lineari dopo grattamento;
2) orticaria da pressione: comparsa di pomfi nell’area di applicazione di pesi, cinture o elastici o dopo star seduti a lungo (glutei);
3) orticaria colinergica: comparsa di piccoli pomfi dopo attività fisica, sudorazione o stress;
4) orticaria solare: comparsa di manifestazioni pomfoidi dopo pochi minuti di esposizione solare;
5) orticaria da contatto caldo o da contatto freddo: comparsa di pomfi al contatto rispettivamente con acqua calda o fredda.

Infine va ricordato che non c’è ancora accordo unanime tra i vari autori sull’opportunità di praticare tutti i test per orticaria fisica indipendentemente dalla storia clinica. Alcuni, ad esempio, effettuano il test per dermografismo e quello da pressione a tutti, e procedono con gli altri test solo se la storia clinica è suggestiva di altre forme.
Noi crediamo che sia opportuno testare tutti i pazienti con i diversi test, anche se un solo fattore eziologico di natura fisica emerge dall’anamnesi. Da sottolineare, ovviamente, l’importanza di eseguire test standardizzati in strutture con esperienza in questo settore della Dermatologia allergologica.



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