A cura di Paolo Lisi
Direttore della Sezione di Dermatologia clinica,
allergologica e venereologica
Dipartimento di Specialità medico-chirurgiche
Università degli Studi di Perugia
Reazioni avverse
cutaneo-mucose a farmaci
Le reazioni avverse a farmaci,
che in seguito saranno indicate con l’acronimo
RAF ormai incluso tra quelli comunemente utilizzati,
costituiscono uno dei temi più spesso dibattuti
nel corso dei congressi nazionali e internazionali
di Dermatologia e di Immuno-allergologia. E’
un argomento sicuramente non facile e in continua
evoluzione. In quanto tale, merita alcune premesse:
a) tutti i farmaci, anche se con frequenza diversa,
possono causare reazioni avverse o effetti indesiderati
o collaterali (sono sinonimi); b) le RAF rappresentano
uno dei capitoli più multidisciplinari della
medicina potendo coinvolgere tutti gli organi e apparati
del nostro organismo; c) nella gran maggioranza dei
casi le RAF non sono prevedibili; d) la cute e le
mucose visibili sono il distretto più spesso
interessato dalle RAF (secondo l’OMS, lo sarebbe
nel 20% dei casi); e) la gestione delle RAF cutaneo-mucose
impone spesso interventi di urgenza/emergenza e un
iter diagnostico non sempre agevole.
.
Cosa sono i farmaci e le reazioni avverse
a farmaci
Secondo l’OMS il farmaco
è una sostanza chimica o un’associazione
di sostanze che sono utilizzate per via sistemica
o topica, allo scopo di curare o di prevenire gli
stati patologici o di precisare una diagnosi clinica.
I farmaci topici sono quelli che vengono applicati
direttamente sulla pelle, sulle congiuntive, sulle
mucose del cavo orale, etc e che esplicano la loro
azione quasi esclusivamente nella zona trattata.
Tra i farmaci, pertanto, debbono essere inclusi, oltre
a quelli “ufficiali”, i prodotti omeopatici,
le erbe medicinali, i mezzi di contrasto radiografico.
Con il termine RAF cutaneo-mucose sono indicate le
alterazioni morfologiche e funzionali della cute,
degli annessi cutanei (peli, ghiandole sudoripare
e sebacee, unghie) e/o delle mucose visibili, non
volute e inattese, causate dalla somministrazione
di farmaci alle dosi abitualmente impiegate. Ne deriva
che non sono da includere tra le RAF le manifestazioni
causate da sovradosaggio di farmaci, come si può
verificare in pazienti con insufficienza renale e/o
epatica o a scopo suicida.
Quali i farmaci più
spesso in causa?
Possono variare da nazione a nazione
essendo in parte condizionati dalle abitudini prescrittive
dei medici. Ciò nonostante, i farmaci sistemici
più spesso in causa sono i beta-lattamici (e
le penicilline semisintetiche, in particolare), i
sulfamidici e alcuni loro derivati (quali ipoglicemizzanti
orali, diuretici), gli antinfiammatori non steroidei
(i cosiddetti FANS). Tra quelli per uso topico, va
posta attenzione a neomicina, gentamicina, prometazina,
ketoprofene, ma anche ad alcuni componenti del veicolo,
cioè diella crema, pomata, lozione.
Le RAF sono sempre allergiche?
Quelle allergiche sono le meno
comuni (6-10% delle RAF), ma sono sicuramente le più
pericolose e a volte hanno decorso letale; quelle
non allergiche, invece, sono spesso condizionate dal
dosaggio del farmaco assunto e possono essere in parte
prevenute o ridimensionate nella loro gravità.
Ad esempio, in un paziente che soffre di orticaria
cronica o di asma è opportuno evitare la somministrazione
di acido acetilsalicilico o di altri farmaci che liberano
direttamente istamina (i cosiddetti istaminoliberatori),
una sostanza prodotta da cellule presenti nella pelle
(i mastociti).
Quali le manifestazioni
cliniche più comuni?
Sono numerose, hanno decorso vario,
ma quella più comune è l’orticaria
che non deve essere sottovalutata quando si associa
ad angioedema. Questo è caratterizzato da un
gonfiore improvviso, non infiammatorio, duro, poco
o nulla pruriginoso, per lo più localizzato
a palpebre e labbra; può divenire rischioso
se si estende al cavo orale e, soprattutto, alla glottide.
Al pari possono avere esito letale l’anafilassi,
la necrolisi epidermica tossica e la sindrome di Stevens-Johnson,
che per fortuna sono nettamente meno frequenti, al
pari di altre manifestazioni cliniche di più
recente inquadramento.
Un altro quadro clinico molto frequente è quello
delle eruzioni maculo-papulose che per aspetto richiamano
le manifestazioni esantematiche di alcune malattie
virali (quali morbillo, rosolia) o batteriche (scarlattina).
La diagnosi differenziale non è sempre agevole.
Non deve essere sottovalutata, infine, la possibilità
che alcuni farmaci assunti durante i mesi estivi possano
causare RAF cutanee, dovute a trasformazione della
sostanza chimica da parte delle radiazioni ultraviolette.
E’ possibile identificare
il farmaco in causa?
La risposta è positiva nella
gran maggioranza dei casi, ma l’iter diagnostico
è lungo e deve essere condotto da dermatologi
esperti del settore. I test cutanei allergodiagnostici
possono essere utili ma solo nelle RAF di natura allergica.
Quali provvedimenti prendere
in caso di RAF?
Le RAF cutaneo-mucose non
debbono essere sottovalutate: bisogna recarsi subito
da un medico.